Rischi Legali e D&O

Vantaggi

Descrizione Del Prodotto

Casi pratici realmente accaduti
Vediamo assieme alcuni casi pratici nei quali sono eventi imprevisti hanno portato ad altrettante conseguenze inaspettate. I risvolti legali cagionano alle aziende danni ingenti dal punto di vista economico, della produttività, e dell’immagine. Spesso l’aver pensato ad una FORMULA D&O (Directors & Officers Liability), ha portato il vantaggio per gli AMMINISTRATORI di vedere tutelato il patrimonio personale, nei casi di chiamata in causa per risarcimento danni. Non va dimenticato infatti che il Decreto 231/2001 introduce il principio di responsabilità degli enti, intendendo quelli dotati di personalità giuridica, le società e le associazioni anche prive di personalità giuridica. Trattasi di una responsabilità c.d. amministrativa, modellata sui principi di una responsabilità penale, sempre più ampia a causa della diffusione del diritto penale del rischio: si parla di responsabilità da reato degli enti, ove il reato sia posto in essere con dolo, nell’interesse o a vantaggio dell’ente stesso, e si riferisce ai reati commessi da dirigenti, amministratori o dipendenti.

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Gianni è un bracciante presso una grande azienda agricola che produce farine, durante il suo turno si infortuna gravemente a una mano mentre utilizza un macchinario, gli viene data una prognosi superiore a 40 giorni. In sede d’indagine il responsabile dello stabilimento si vede recapitare un avviso di garanzia. Si accerta inoltre che l’impianto non è a norma e per questo viene irrogata una sanzione amministrativa ai sensi del d.lgs 81/08.

A seguito di una verifica dell’Autorità competente, l’azienda viene sanzionata poiché viene accertato che l’impianto produttivo delle vernici scarica illegalmente in un fiume adiacente. Si configura così la violazione delle norme ambientali.

A seguito di una verifica dell’autorità competente presso un birrificio artigianale, vengono sequestrate un milione di bottiglie di birra. Secondo l’autorità il prodotto risultava lavorato e imbottigliato in modo industriale e non artigianale, come erroneamente riportato sull’etichetta. Di conseguenza instaurato un procedimento penale per frode in commercio. Si configura il presupposto per adire la responsabilità penale ex d.lgs 231/2001.

Gli effetti di simili eventi sono le spese legali, la paralisi delle attività, il danno all’immagine, il rischio penale, controversie di lavoro -imputazione penale RSPP e imputazione penale dell’intero management-, sanzioni amministrative –sanzione pecuniaria e non pecuniaria-. L’azienda sarà supportata in vari aspetti, quali i costi da sostenere per difendere le persone coinvolte, vedrà rimborsate le spese legali sostenute da una delle polizze stipulate, annullamento o attenuazione dei provvedimenti di confisca, gestione della controversia di lavoro con il dipendente.

La D&O consiste nella tutela del patrimonio personale degli amministratori e dei membri degli altri organi di gestione nei casi in cui vengano chiamati in causa per risarcimento danni. È rivolto a varie categorie: edili, manifatturiere, metalmeccaniche, ai commercialisti e ai consulenti del lavoro. La globalizzazione e l’internazionalizzazione dei mercati hanno determinato l’inadeguatezza del principio di irresponsabilità degli enti. Numerose sono le tipologie di comportamento delittuoso: – politica criminale da parte di figure apicali – commissione di reati dovuta da un difetto di controllo delle figure apicali nei confronti dei subordinati – illeciti amministrativi – illeciti informatici – Criminalità organizzata – Transnazionali – Contro la P.A. – Societari – Falsità in monete – Terrorismo Il decreto 231/2001 introduce il principio di responsabilità degli enti, intendendo quelli dotati di personalità giuridica, le società e le associazioni anche prive di personalità giuridica. È una responsabilità c.d. amministrativa, modellata sui principi di una responsabilità penale, sempre più ampia a causa della diffusione del diritto penale del rischio: si parla di responsabilità da reato degli enti, ove il reato sia posto in essere con dolo, nell’interesse o a vantaggio dell’ente stesso, e si riferisce ai reati commessi da dirigenti, amministratori o dipendenti. Gli enti dovranno strutturare un’organizzazione che impedisca di commettere tali illeciti. Il modello organizzativo dovrà avere i seguenti requisiti: – promuovere una mappatura delle aree di rischio delle attività dell’ente – prevedere la redazione di protocolli, il cui rispetto consente di prevenire la commissione di reati E’ possibile far riferimento a codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli enti. I codici di comportamento vengono comunicati al Ministero di Giustizia che può formulare osservazioni sull’idoneità dei modelli a prevenire i reati. Dovrà essere istituito un organismo di vigilanza, munito di autonomi poteri di iniziativa e controllo: esso assume un ruolo determinante dell’adempimento dell’obbligo di organizzazione, perchè ne garantisce l’effettività nella concreta realtà operativa L’organismo di vigilanza non ha poteri operativi e non può impedire l’evento, non potrebbe essere addebitata ai suoi componenti una responsabilità da omissione. Per difendersi alla società servono avvocati specializzati per ottenere il dissequestro dei beni materiali e immateriali e per difendersi da imputazioni penali e amministrative. Per garantire questo occorre un massimale adeguato per trasferire il rischio delle spese legali, onde evitare di pregiudicare l’integrità patrimoniale Rischi: – annullare o attenuare i provvedimenti di confisca – sostenere i costi di difesa delle persone coinvolte – agire contro il legale rappresentante, o altri – vedersi rimborsare le spese legali sostenute da una delle polizze stipulate

– Sanzioni pecuniarie – Sanzioni interdittive – Divieto di contrattare con la P.A. – confisca dei beni direttamente e indirettamente legati al reato – Interdizione dall’esercizio dell’attività – Sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni – Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e revoca di quelli già concessi – Divieto di pubblicizzare beni o servizi Sanzione accessoria: – confisca avente per oggetto il profitto del reato – Danno all’immagine e perdita di reputazione – Blocco decisionale della società (dovuto all’imputazione penale nei confronti del Management) – Costi per la difesa

La società è interessata alla revoca o alla sospensione del provvedimento sanzionatorio relativo al divieto di contrattare con la P.A. Tuttavia l’azione del PM nell’erogare le misure cautelari non è risarcitoria, ma punitiva: pertanto viene a mancare il sinistro! La società è interessata a sostenere le spese per la difesa penale del Legale rappresentante. L’attivazione della parte relativa alla difesa legale penale di norma è vincolata a una richiesta di risarcimento danno in sede civile. Tuttavia, l’azione del PM è punitiva e non risarcitoria. Pertanto c’è il rischio che la polizza di R.C. non sarà attivabile. Qualunque tipo di impresa potrebbe essere messa in crisi dalle sanzioni e diventa fondamentale, in caso di coinvolgimento in un procedimento giudiziario, assicurarsi un servizio qualificato di consulenza e assistenza legale professionale in ambito penale, civile e amministrativo che garantisca le spese legali e le parcelle per presenziare a indagini ufficiali, inchieste e simili.

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